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FEROCE
Alessandra Mazzari

06.03.2026—29.04.2026

Press release

Comunicato Stampa

Venerdì 6 marzo dalle 18.00 alle 21.00, CANTADORA presenta Feroce, prima mostra personale di Alessandra Mazzari.

Giovane pittrice iscritta all’Accademia di Firenze, Alessandra Mazzari (Parma, 2003) realizza per CANTADORA un ciclo inedito di opere che affonda le radici nella propria esperienza biografica e nelle trame delle relazioni intime che la attraversano.

Le tele, accompagnate da un racconto di Davide La Montagna, artista e scrittore torinese, mettono in scena ambienti domestici e familiari in cui le interazioni tra i personaggi sembrano cristallizzate in una sospensione temporale e spaziale. I volti, deliberatamente sottratti al riconoscimento, si fanno opachi e anonimi; al contrario, posture, gesti e prossimità rivelano con evidenza legami affettivi e dinamiche relazionali profonde, lasciando emergere una tensione silenziosa che abita lo spazio condiviso.

A partire da questa dimensione affettiva — intima, stratificata, attraversata da ambivalenze — il lavoro di Alessandra sembra però articolarsi, sulla juta e sulla tela, attorno a una questione più precisa: la “terzietà”, ovvero ciò che l’autrice e psicoanalista Jessica Benjamin ha definito come elemento cardine all’interno della sua teoria del riconoscimento (2017).

Se il riconoscimento, nei dipinti di Alessandra, prende forma anzitutto nello spazio domestico, nel confronto ravvicinato tra figure legate da vincoli familiari, la presenza ricorrente di cani addomesticati assume un valore simbolico: introduce uno scarto, uno slittamento verso il territorio dell’alterità e della subalternità. Queste presenze non sono meri dettagli narrativi, ma dispositivi che disarticolano la chiusura della coppia e incrinano la logica del rapporto esclusivamente duale.

Il terzo — o la terza — emerge allora come ciò che eccede e insieme struttura la relazione, rendendo visibile il contorno che la delimita e la sostiene. In questo margine, non più confinato ma riconosciuto, le dinamiche intersoggettive si aprono a una complessità che supera la polarità binaria, lasciando affiorare uno spazio condiviso in cui il riconoscimento può finalmente accadere.